Il neolaureato, ma in generale chiunque si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro, si affida esclusivamente alle attitudini apprese durante il periodo di studi dando per scontato che siano le migliori a sua disposizione.

In occasione della Milano Digital Week, Paolo Stucchi, CEO della divisione italiana di Dentsu Aegis Network, ha organizzato un momento d’incontro per ragionare sulla questione delle attitudini digitali.

CHI STUDIA STATISTICA PENSA DI ESSERE BRAVO NELL’ANALISI;
MAGARI INVECE SE LA CAVA COME GESTIONALE E NON LO SA

In quindici domande, la quinta multinazionale di marketing al mondo per fatturato, delinea una Digital Attitude Map valutando tendenze creative, capacità di gestione del business, di analisi, di strategia e di comunicazione.
La diagnostica, continua Stucchi, è fondamentale alle aziende per orientare i propri collaboratori verso la carriera che più si adatta alle loro attitudini e diventa uno strumento funzionale in fase di recruiting.

Gli errori più comuni di chi si affaccia al mondo del lavoro

Secondo il CEO di DAN, i candidati di oggi mancano di spirito d’iniziativa perché preoccupati di mettersi a disposizione: quando un’azienda cerca nuove energie sulle quali investire tempo e denaro, in realtà è alla ricerca di personalità ambiziose, disposte a collaborare e a creare un team coeso e forte.
Ogni progetto è un lavoro collettivo; un organismo che vive della reciproca influenza e teme l’individualismo e la voglia di supremazia del singolo sugli altri. La dinamicità del mercato ha portato nel tempo le risorse ad aver costantemente bisogno di imparare e trasformarsi.

TRE PAROLE PER DESCRIVERE LA COMUNICAZIONE DEL FUTURO
INDIRIZZATA, TRASPARENTE E DIGITALE

Il luogo di lavoro non deve essere visto come un momento noioso in contrapposizione al resto del mondo esterno all’ufficio. Se si riescono a creare sinergie divertenti tra colleghi, il progresso diventa rapido e le possibilità di carriera si moltiplicano.

Qualche consiglio per chi si crede troppo vecchio per il digital

Chiudere gli occhi davanti all’evidenza non porta da nessuna parte, la trasformazione digitale è ormai un dato di fatto.
Chi si crede esente, spesso in realtà è solo preoccupato e deve cercare di prendere esempio dai professionisti e cercare una figura che gli faccia da mentore: un tempo si diceva che il lavoro andava rubato dagli esperti; lo stereotipo si dimostra ancora una volta più attuale che mai.


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