La vittoria delle cinque ragazze afgane alle Olimpiadi di robotica di Washington dell’anno scorso, ha dimostrato come la promozione delle STEM (materie tecnologico scientifiche) sia un mezzo per unire logiche culturali diverse in funzione della rivoluzione digitale.

Il colore che spicca in questo contesto è il rosa perché ad essere sotto i riflettori in questo caso sono proprio le programmatrici che, grazie alla collaborazione con Microsoft hanno realizzato il progetto Coding Girls.

La molla dell’intero ingranaggio avvicina le ragazze alla tecnologia convinta che il coding, ossia la programmazione informatica, possa essere un valido aiuto per colmare il divario di genere nelle materie tecnico-scientifiche e, in futuro, nel mondo del lavoro.

Il coding come tecnologia, creatività e inclusione

Secondo Cecilia Stajano, vice presidente di Coding Girls, molti ruoli lavorativi son difficili da raggiungere per la mancanza di solide competenze di base che è possibile colmare grazie a un metodo educativo semplice e interattivo: le ragazze hanno accesso a una formazione che gli permetterà un domani di diventare loro stesse insegnanti.

L’associazione per ora opera a livello di scuole elementari e medie negli istituti di Milano, Roma, Napoli e Catania ma l’idea è di crescere e ampliarsi oltre i confini nazionali per contribuire al melting pot culturale di cui si parlava poco fa.

Coding Girls sta cercando di ottenere alleanze forti nelle università proprio per permettere alle ragazze di continuare il percorso formativo

Insieme alle circa quattromila studentesse coinvolte ogni anno, il progetto ha aperto le porte anche a un 20% di maschietti per migliorare le realtà lavorative del futuro nelle quali i due universi dovranno necessariamente collaborare allo stesso livello.

È incredibile pensare, continua la Stajano che in Italia le donne che occupano posizioni tecnico scientifiche siano solo il 32%; questo porta molte di loro a smettere di credere in se stesse non ritenendosi in grado di affrontare tali percorsi sin da bambine.

Diversi studi hanno invece dimostrato che per alcune attività le donne siano più utili dei loro colleghi perché sviluppano naturalmente capacità logiche e di sintesi molto brillanti, oltre ovviamente a una serie di soft skill in grado di fare la differenza quando si lavora in team.

Il progetto formativo

Le lezioni iniziano dalle scuole primarie con giornate di formazione e hackathon in giro per la Penisola che facilitano comunicazione e confronto. Le allieve imparano a programmare realizzando app, ambientazioni e piccoli videogiochi.


Se siete interessati ad approfondire il discorso, iscrivetevi alla nostra newsletter e seguite la pagina Facebook di Formati e Occupati.
Se invece cercate nuovi codici da studiare e provare, visitate il nostro blog