Nel 1997, l’economista inglese Frances Cairncross introduceva il concetto di smart working dicendo che grazie a internet il concetto di distanza veniva annullato e che nell’arco di qualche anno la necessità di recarsi fisicamente in ufficio sarebbe stata un’idea obsoleta.

Non serve recarsi in ufficio se l’ufficio può venire da te!

Circa vent’anni dopo, la storia ci ha dimostrato come forse l’economista di qui sopra fosse troppo ottimista nei confronti del progresso digitale: da un lato infatti, risulta innegabile come la tecnologia consenta alle persone di comunicare e collaborare da remoto senza la necessità di essere fisicamente face to face ma dall’altro, la maggioranza delle persone continua ogni giorno a perder tempo nel tragitto casa ufficio; tempo che contribuisce a disagi e che potrebbe essere incanalato in altri modi e, secondo molti, porterebbe a un miglioramento nel rendimento globale.

Smart working e concentrazione

Il problema principale riscontrato in molti lavoratori, pare essere la necessità di concentrarsi che non riescono a ritrovare stando a casa; questo li porta a rendere meglio in ufficio.

Questa problematica, tuttavia, nel tempo è stata aggirata dalle aziende illuminate attraverso la creazione di appositi spazi nei quali i propri collaboratori possono recarsi e lavorare insieme, spesso, ad altre persone estranee all’azienda, contribuendo quindi alla cosiddetta contaminazione di idee tanto cara all’industria 4.0.

Gli uffici come cubicoli sono deleteri e il luogo di lavoro deve diventare uno spazio di collaborazione e incontro nel quale condividere informazioni e conoscenze.

Negli ultimi tempi, in città come Milano, Torino e Roma, sono nati spazi di coworking in cui community di persone con interessi simili condividono tempo e occasioni di lavoro facendo l’occhiolino alla famigerata Silicon Valley!

Ma quindi, cosa si intende per digital workspace?

Il concetto nasce dall’unione di spazi di lavoro e tecnologie di comunicazione e crea una strategia d’impresa che rende possibili modi di lavorare innovativi ed efficaci, migliorando il coinvolgimento e la produttività anche attraverso tecnologie e modelli orientati al consumatore.

Lo smart working non è più qualcosa di futuristico e lontano ma è diventato un trend che riguarda buona parte delle imprese italiane; circa il 40% infatti, si sono rese conto della potenzialità di combinare tra loro tecnologie e spazi di lavoro qualitativamente stimolanti sia per la qualità sia soprattutto per la collaborazione tra i dipendenti.

Ti è piaciuto l’articolo che hai letto? La prossima settimana analizzeremo nel dettaglio le caratteristiche e i vantaggi dello smart working e del digital workspace in generale.


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