La digital transformation porta con sé dei trend anche in settori, come quello bancario, in cui termini quali digital e 4.0 non rappresentano un collegamento immediato.

Eppure basta pensare all’open banking e alla condivisione di dati tra banca e cliente per capire come i players dovranno agire profondamente sui loro business model al fine di mantenersi su piazza.

Alcuni trend per il settore bancario

Partendo da questo presupposto, riflettiamo su alcuni trend che Accenture ha analizzato per il settore bancario:

Open banking: la prima idea è la condivisione dei dati finanziari in modo da creare servizi innovativi capaci di fare la differenza in termini di value proposition e customer experience. È cruciale per le banche comprendere e agire fin da subito in questi nuovi contesti per stare al passo con le realtà pure digital sempre più onnipresenti sulla rete.

Cloud banking: non è un segreto che, entro il 2020, i data center proprietari miglioreranno esponenzialmente la potenza di calcolo per il cloud superando le limitazioni di sicurezza e l’affidabilità del servizio in vista di nuovi workflow di sviluppo e mantenimento.

Legacy management: non è facile per una banca fare il salto procedurale quando si tratta di gestione conti correnti, pagamenti e credito perché sono processi complessi impossibili da pensare in un’ottica di risposta immediata. I clienti sono comunque persone, e come tali hanno determinati modi d’uso del servizio bancario che nel tempo sono diventate abitudini difficili da sradicare e rimpiazzare con le nuove modalità online.

Digitale: riprendendo l’ultimo punto, appare evidente come le banche si trovano davanti al bivio di trasformare completamente l’esperienza tecnologica oppure cedere il passo. Gli utenti sono sempre più digitali e cercano in un sistema bancario, lo stesso servizio offerto da Amazon e soci per ottimizzare i processi interni e rendere la user experience 24/7.

Tutto ciò che è open è vulnerabile

Security: l’identità digitale può essere rubata e utilizzata per fini malevoli. La gestione delle frodi è un mondo a parte, di difficile gestione, ma è fondamentale che le banche si adoperino per riconoscere le eventuali identità fittizie senza tuttavia infastidire troppo la user experience.

La trasformazione delle filiali: da tempo ormai le filiali bancarie si stanno spostando sul panorama digitale con un calo di transazionalità allo sportello. È previsto che il numero di filiali continui a calare, sfruttando le potenzialità derivanti dal digital come gestione remota e offerta a distanza.

Big data: studiare i dati, inizializzare e profilare i propri clienti, per le banche è fondamentale nel 2018 perché in questo modo sono in grado di offrire servizi su misura sempre più precisi. La user experience cerca servizi rapidi e specifici perché gli utenti non hanno tempo ne voglia di leggere o sentire offerte fuori dal loro campo di interesse. Questo fenomeno delinea la transizione dagli analytics descrittivi a quelli predittivi e infine prescrittivi.

AI: per ottenere una buona user experience, le banche integrano l’intelligenza artificiale per garantire servizi di assistenza evoluti e continuativi e contribuire in modo decisivo a un nuovo modo di analizzare l’enorme mole di dati raccolti tramite i sistemi stessi. In questo settore, le macchine non sostituiranno i dipendenti, almeno nell’immediato ma li affiancheranno per potenziare le capacità decisionali e dialogare con i clienti attraverso ad esempio le chatbot che già oggi è stimato interagiscano con circa un miliardo di messaggi al mese.

Open banking, cloud, cyber security e big data sono solo alcuni dei trend da tenere sott’occhio quando si parla di digital implementato nel sistema bancario per cambiare processi e modalità d’interazione con il cliente e mantenere la competitività riuscendo ad offrire un nuovo valore rispetto alla concorrenza.


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