UNIVERSITÀ E LAVORO NELL’ERA DIGITALE: CREARE OPPORTUNITÀ PROFESSIONALI PER IL FUTURO

Secondo i dati Eurostat, il tasso di disoccupazione in Italia resta superiore alla media europea, eppure secondo l’analisi del sistema informativo Excelsior, le aziende trovano difficoltà a reperire il personale necessario.

 

La domanda da porsi porta alla riflessione sulle reali motivazioni dell’incremento della disoccupazione: se è da considerarsi sulla base della scarsa richiesta di personale o invece deve essere letto in relazione al fatto che non vi sono le competenze necessarie per rispondere adeguatamente ai bisogni delle aziende.

Da Union Camere provengono dati che portano ad una maggiore consapevolezza della realtà di domanda e offerta: una ricerca di personale su cinque rischia di restare inattesa per le difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste.

 

IL CAMBIAMENTO DELLE AZIENDE E DEL MERCATO DEL LAVORO

Le priorità delle aziende sono cambiate e questo delinea una diversa richiesta dei profili professionali, come spiega Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano.

 

Vale la pena soffermarsi su questa priorità e ripensare le competenze del futuro mercato del lavoro poiché la strada principale passa sicuramente per formazione e specializzazione.

La trasformazione delle competenze renderebbe possibile il superamento dello skill gap cosi da agevolare il percorso di innovazione delle aziende e la creazione di nuove professioni all’interno del programma di Industria 4.0.

Il rapporto più stretto tra aziende e università potrebbe rispondere alla complessità di tale scenario, generando una corretta indicazione sulle professionalità che servono al mercato del lavoro.

 

IL RUOLO DELLE UNIVERSITÀ PER IL LAVORO DEL FUTURO

Le università hanno il compito di promuovere la conoscenza del mondo del lavoro e delle professioni, ponendo l’accento sul vero valore aggiunto, ossia la rivoluzione digitale in atto.
Questo cambiamento investe la direzione intrapresa dalle industrie che si riflette sulla situazione del mercato del lavoro, traducendosi in termini di nuove competenze e diverse opportunità professionali.

CONCLUSIONI

La formazione e la specializzazione sono i fattori determinanti per il mercato del lavoro contemporaneo perché riescono a fare da traino a valori di competitività e produttività, rispondendo altresì al corretto funzionamento di un ambiente in evoluzione che considera il capitale intellettuale come la chiave di volta per l’innovazione.

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