Secondo il rettore della Bocconi, il coding è destinato a diventare il nuovo inglese, una lingua universalmente nota e parlata ogni giorno non solo tra gli uomini ma fondamentale per l’interazione uomo macchina.

Da quel lontano 1959, quando Olivetti mise in produzione il primo computer a transistor, il concetto di digitale si è evoluto fino ad arrivare ai moderni smartphone e tablet che per alcuni sono già sorpassati dai wearable, dai social network e dall’idea di cloud in generale che a loro volta conducono all’implementazione della famigerata intelligenza artificiale.

L’intervento del rettore porta a riflettere sul fatto che fino a pochi anni fa era impensabile dormire o accettare passaggi da sconosciuti mentre oggi è all’ordine del giorno grazie a servizi di clouchsurfing e car sharing ma, prosegue, cosa succederà quando AI sarà completamente operativa ed autonoma?

I possibili scenari sono due:

  • L’uomo verrà piano piano messo in disparte e sostituito dalle macchine.
  • L’uomo non verrà soppiantato dalle macchine perché è in grado di autodifendersi dalla tecnologia grazie a quella stessa intelligenza che gli ha permesso di crearla.

Questa seconda risposta introduce il concetto di evoluzione che permette all’essere umano di crescere attraverso sfide sempre più mirate e concorrenziali soprattutto nel campo lavorativo che lo portano inevitabilmente ad essere innovativo e aperto alla creazione di valori finora sconosciuti all’interno della socieltà.

Il coding non è la sola chiave di volta

Steve Jobs diceva che le cose semplici sono le più difficili da ottenere; il rettore della Bocconi prende un respiro e sottolinea questo concetto ribadendo l’ìmportanza dell’istruzione in un mondo come il nostro, dominato da rivoluzioni continue e inevitabili:

Gli studenti devono imparare a confrontarsi tra loro e con queste nuove tecnologie, devono apprendere il coding, il loro linguaggio, come fosse l’inglese

In futuro l’interazione con i discenti sarà un momento selettivo. La classe sarà sempre più una palestra, il professore un personal coach

Avvicinarsi al pensiero logico che sta alla base della programmazione porta a una responsabilizzazione perché, prosegue il rettore, AI non è più solo un’idea ma una realtà impercettibile che circonda ogni uomo nel proprio quotidiano ed è fondamentale sviluppare innovazioni che servono all’uomo attraverso una formazione aggiornata e mirata, spuria da tutte quelle nozioni arcaiche e obsolete che contrastano l’innovazione.

Industry 4.0, AI, digital transformation e factory sono termini ormai comuni nel linguaggio di tutti i giorni e chiunque pensi che la rivoluzione non avverrà mai forse non si è accorto che non solo è già avvenuta ma ne fa inconsapevolmente parte.

Il pensiero positivo suggerisce che invece di essere semplici pedoni, gli studenti che accettano il cambiamento, diventeranno alfieri allenati alle sfide di domani.


Se siete interessati ad approfondire il discorso, iscrivetevi alla nostra newsletter e seguite la pagina Facebook di Formati e Occupati.
Per altri articoli come questo invece, visitate il nostro blog