Valeria Cagnina è una classe 2001, esatto, ha circa 17 anni nel momento in cui è stato scritto questo articolo e ha già maturato esperienze come senior tester presso il Massachussetts Institute of Technology, l’EPFL, e svariate altre università e campus in tutto il mondo.

La sua storia inizia quando compra lo starter kit di Arduino e impara qualche trucchetto su YouTube per realizzare un robot in grado di muoversi autonomamente ed evitare ostacoli.

In modo innocente, pensando che il suo progetto fosse alla portata di tutti i ragazzi della sua età, Valeria si lascia trasportare dalla curiosità e impara le basi della robotica e del coding.

Cercavo qualcosa di più della classica vita di tutti i miei coetanei: casa, scuola e sport

Da bambina prodigio a esempio per il futuro

Grazie ai diversi riconoscimenti che porta con se, Valeria vuole fare in modo che anche altri ragazzi scoprano l’informatica e giochino con le nuove tecnologie attraverso un format attuale, fatto di tanta pratica e divertimento, con qualche lezione frontale giusto per definire le basi e poi…learn by doing.

Il modello ideale che da qualche anno utilizza verso i propri studenti, è basato sull’utilizzo della robotica e della tecnologia per cercare di aiutare ogni persona a esplorare il mondo con curiosità, per scoprire quali siano le proprie passioni e, perché no, ritrovare anche un po’ se stessi.

Cosa pensa Valeria della relazione tra insegnamento e tecnologia

Viaggiare apre la mente, questo è un fatto condiviso anche da Valeria:

A San Francisco si insegna Photoshop all’asilo mentre in Africa ci sono scuole nelle quali non esistono veri e propri insegnanti – vedere luoghi come la Silicon Valley aiuta a capire la diversità rispetto alle realtà italiane e degli altri paesi.

È necessario ampliare le vedute del singolo per uscire dalla propria quotidianità e immergersi nella varietà di possibilità offerte dal mondo.

E per quanto riguarda il lavoro?

Parlando di lavoro, il primo passo da fare è nei confronti della scuola; è necessario essere coraggiosi, esordisce Valeria, e stravolgere l’educazione e il sistema scolastico italiano per spronare ogni ragazzo a coltivare, scoprire e inseguire le proprie passioni per poi lavorare in modo appagante e sempre nuovo.

I robot probabilmente prenderanno il posto di lavoratori che tuttavia nella maggior parte dei casi svolgono compiti noiosi e ripetitivi. Anche se può sembrare negativo, questa situazione deve essere invece vista come una molla per formarsi e creare lavori nuovi, creativi e basati sull’utilizzo razionale dell’intelletto.


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